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Progetto Diego, Chad Stampa E-mail
Scritto da isfnapoli   
mercoledì 19 ottobre 2005
Acqua, Sanità ed Educazione in favore dei rifugiati centrafricani del campo di Yaroungou

foto di gruppoPerché “rifugiati”

Il 25 Ottobre 2002 le truppe ribelli, comandate dal generale Bozizé, precedente capo di stato maggiore del presidente della RCA (Repubblica Centro Africana), Félix Patassé, realizzano un tentativo di colpo di stato occupando quasi tutta la zona nord e nord-ovest del paese.
L’avanzata delle truppe di Bozizé in RCA avviene in due momenti: in un primo momento, approfittando delle feste natalizie (Dicembre 2002) le truppe colgono di sorpresa i funzionari e i militari dell’esercito regolare e conquistano gran parte del territorio con attacchi di estrema violenza; in un secondo momento (Gennaio 2003) una missione ben organizzata porta alla conquista della restante parte del territorio fino all’assedio della capitale il 15 marzo 2003.

Durante le incursioni sia i ribelli che i soldati dell’esercito regolare hanno commesso ogni sorta di crimine, dal saccheggio delle case fino alle violenze sulle persone; in questo clima di terrore insostenibile intere famiglie hanno deciso di abbandonare la loro terra e soprattutto le loro coltivazioni per cercare di rimanere ancora in vita. Comincia così la migrazione della popolazione della RCA verso le foreste del TCHAD che a tutt’oggi (Maggio 2005) continua.
L’8 Maggio 2005 ci sarà il ballottaggio in seguito alle elezioni presidenziali del Marzo 2005 che sarà il banco di prova per donare alla RCA quella stabilità politica necessaria ad un eventuale rimpatrio dei rifugiati centrafricani.

I flussi di popolazioni si sono diretti principalmente lungo due assi : l’asse Sido-Maro-Danamaji-Sarh e l’asse di Goré.

Lungo il primo asse, i rifugiati sono stati raggruppati nel campo di Yaroungou, a 33Km dalla frontiera (Sido), e attualmente conta circa 15.000 persone. A Yaroungou sono affluite tutte le persone dei due vecchi campi di Maro e di Danamaji ed altri rifugiati che continuavano ad arrivare da Sido. Il campo è stato ufficialmente aperto il 27 Febbraio 2004 ed il trasferimento dai campi precedenti è terminato l’8 Giugno 2004.

Lungo il secondo asse i rifugiati sono stati raggruppati nel campo di Amboko, a 6 Km dalla città di Goré, che conta una popolazione di circa 15.000 persone. Il campo è stato ufficialmente aperto l’11 Giugno 2003.

All’inizio delle operazioni la gestione del servizio sanitario, nutrizionale, dell’acqua e delle latrine è stata affidata a Medici Senza Frontiere (MSF) Belgio. Poichè a settembre 2004 MSF Belgio ha espresso il desiderio di non continuare le attività durante il 2005, da Novembre 2004 l’UNHCR (Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite) ha invitato COOPI a rilevare le attività di MSF Belgio nei due campi: Amboko e Yaroungou.

Il progetto generale quindi mira a consolidare la copertura dei bisogni di base dei rifugiati nel settore sanitario e dell’acqua, in vista di un possibile rimpatrio volontario anche se parziale a partire dalla fine del 2005 e per tutto il 2006.

Beneficiari del progetto

Questo intervento si concretizza nel campo di rifugiati di Yaroungou installato a 8 Km a ovest del villaggio di Maro (dipartimento della Grand Sido, regione del Moyen Chari).

Esso si rivolge alla popolazione di circa 15.000 persone che vengono dalla regione Nord della RCA; sono in maggioranza cristiani appartenenti ai gruppi etnici Ngaman, Rithos, Baya, Mandja, Dabba e Kaba. Vi è anche un gruppo etnico mussulmano di origine tchadiana che è emigrato in RCA da più di un decennio.

Attività svolte nel campo di Yaroungou

Le attività da svolgere in un campo profughi sono assegnate dall’ UNHCR a diverse associazioni non governative con modalità ben definite decise dal commissariato stesso. Attualmente nel campo di Yaroungou sono presenti 4 ONG e le relative attività sono riportate di seguito:

AFRICA CONCERN (Zambia): Gestione del campo, educazione, programmi agricoli, infrastrutture, distribuzione alimenti e altro.

COOPI (Cooperazione internazionale, Italia): Fornitura di acqua e gestione dell’ospedale.

CNAR (Commission Nationale d’Accueil et la Réinsertion des Réfugiés, Tchad) : Registrazione, censimento e sicurezza nel campo.

PAM (Programma Alimentare Mondiale, agenzia dell’ONU): Fornitura di alimenti.

Un nuovo approccio per la valutazione dei bisogni

Dopo appena un mese dall’inizio del mio lavoro come ingegnere cooperante con una ONG mi sono reso conto che anche in situazioni di emergenza le organizzazioni non governative, dopo essersi fatte la guerra per guadagnare dall’UNHCR i fondi per finanziare i propri progetti, hanno la presunzione di sapere cosa è necessario per la gente del luogo senza preoccuparsi minimamente di fare la cosa più semplice del mondo: parlare con le persone e chiedere loro di cosa hanno bisogno. Questo tipo di comportamento crea molto spesso errori enormi sia da un punto di vista economico che culturale e rischia di diventare una nuova forma di colonialismo: 15.000 persone che vorrebbero avere i mezzi per procurarsi i viveri da soli e che devono invece aspettare la distribuzione mensile del grano sperando che non ci siano ritardi.......

Così nei minuti rubati al mio lavoro con la cooperazione nasce l’idea di un progetto che tende sia a tamponare l’emergenza ma che soprattutto mira alla formazione di persone del luogo che siano in grado di autogestirsi una volta che abbiano avuto i mezzi per iniziare piccoli lavori. Nasce così il “progetto Diego” ed i primi fondi raccolti (5.535 €) sono quelli ottenuti semplicemente chiedendo aiuto ad amici e parenti.

L’approccio che ho ritenuto più giusto adottare per la valutazione dei bisogni è basato quindi sul contatto con le persone. Il campo di Yaroungou è diviso in 24 zone e per ogni zone viene votato un delegato. Una volta ogni 15 giorni ho richiesto una riunione con tutti i delegati per conoscere in

tempo reale le urgenze presenti nel campo e, di conseguenza, poter utilizzare i soldi che voi avete raccolto in una maniera rapida, cristallina e soprattutto veramente efficace.

Obiettivo dell’intervento

L’obiettivo dell’intervento è triplice e mira a risolvere tre tra le principali urgenze nel campo : l’acqua, la sanità e l’educazione.

Progetto Acqua

La fornitura d’acqua nel campo di Yaroungou (che tra l’altro vuol dire “posto con poca acqua”) rappresenta il problema principale per diverse ragioni:

1. il basso livello d’acqua nella falda che attraversa la zona del campo,

2. il perdurare della stagione secca,

3. l’utilizzo d’acqua da parte dei rifugiati per la costruzione di mattoni.

Ciò ha fatto si che il livello statico dell’acqua si avvicinasse paurosamente alle pompe costringendoci a diminuire la potenza di aspirazione delle stesse con un conseguente allungamento dei tempi di riempimento dei bladder per la distribuzione.

Attualmente l’acqua è fornita tramite 3 forage (pozzi) dotati di pompa sommergibile ognuna capace di garantire circa 35m³ d’acqua al giorno, e 3 forage dotati di pompe manuali capaci di fornire ciascuno circa 10m³ d’acqua. E’ presente inoltre un settimo forage che non è munito di pompa. La quantità totale di acqua che si riesce quindi ad ottenere dai forage esistenti è circa 135m³ (pari a 135.000 litri) ossia 9 litri d’acqua a persona al giorno. Troppo pochi se si pensa che lo standard minimo stabilito dall’UNHCR in condizioni di emergenza è di 15-20 litri d’acqua al giorno a persona. Inoltre con l’arrivo della pioggia la popolazione inizierà a procurarsi acqua ovunque causando l’insorgere ed il diffondersi di malattie.

La situazione era talmente preoccupante che mi sono rivolto all’ambasciata americana per cercare un finanziamento per la costruzione di altri 9 forage: loro hanno accettato di donarmi 20.000$ ma mi hanno chiesto di mettere subito in funzione il pozzo già scavato per altro situato in una zona particolarmente popolosa del campo.

Così ho usato parte delle vostre donazioni per acquistare e mettere in opera la pompa manuale. Il costo totale dell’operazione, comprendente anche il salario per la manodopera locale, è stato di 846.000 FCFA (pari a 1.292€)

basePozzo.jpg pompaMano.jpg

Ho optato per le pompe manuali sia perchè sono meno costose delle pompe con generatori sia perché richiedono una minore e più semplice manutenzione così da essere facilmente gestibili dalla popolazione locale una volta che il progetto sarà concluso.

Per insegnare ai rifugiati a gestire autonomamente le pompe è stato necessario organizzare dei “Comitati di Gestione dei Punti d’Acqua” formati da un Presidente, un Segretario, un Tesoriere, un Agente d’Igiene e un Meccanico della Pompa. Ciascun comitato decide le modalità di pagamento per l’utilizzo del pozzo: per numero di litri o attraverso una quota mensile. Il pagamento, seppur minimo, è necessario sia per evitare sprechi sia per pagare l’Agente d’Igiene per i controlli periodici ed il Meccanico per eventuali riparazioni; il Meccanico della Pompa, inoltre, è autorizzato ad aprire e a chiudere la pompa nelle ore decise dal Comitato.

Ho altresì previsto un corso di formazione della durata di 10 giorni per 10 Agenti d’Igiene e per 10 Meccanici delle Pompe; la formazione è stata finanziata da COOPI pur rientrando nel “Progetto Diego”.

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Progetto Sanità

Un aspetto sanitario particolarmente preoccupante, soprattutto in vista della stagione delle piogge, è rappresentato dalla tragica situazione delle latrine.

Le 1.500 famiglie che vivono a Yaroungou utilizzano circa 850 latrine costruite da MSF-Belgio.

Le latrine sono costituite da scavi nella terra di area circa 1m2 profondi dai 3 ai 4 metri.

Al mio arrivo il 90% delle latrine non era utilizzato perché non munito di recinzione. Per fare in tranquillità i propri bisogni la popolazione preferiva attendere la notte e andare nella foresta. Ciò ha causato condizioni igieniche non controllate nonché incidenti con animali, soprattutto serpenti.

In una delle riunioni con i delegati delle 24 zone del campo ho lanciato la proposta di far costruire a ciascuno la propria recinzione in cambio di 2.000 FCFA, che è la cifra che avrei speso affidando il lavoro ad una ditta esterna.

La risposta positiva non si è fatta attendere e solo nella prima settimana 286 latrine sono state messe in uso dai legittimi proprietari. I più scettici, constatato che la promessa di pagamento era stata mantenuta, hanno svolto il lavoro immediatamente dopo e così altre latrine sono state aggiustate. Infine, per chi non è riuscito a svolgere il lavoro autonomamente, sono state costruite le recinzioni chiamando operai esterni.

La spesa totale per rifare le recinzioni a 802 latrine è stata di 1.603.718 FCFA (2.448 €).

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In più è stata necessaria la costruzione ex-novo di 24 latrine ormai piene e di 4 nuove latrine a servizio del mercato del campo per una spesa ulteriore di 564.283 FCFA (circa 30.80 € a latrina)

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Progetto Educazione (BAC)

L’ultimo, ma non per questo meno importante, obiettivo del progetto riguarda l’educazione e trova negli studenti rifugiati che frequentano la troisieme e la terminal al liceo di Maro i suoi naturali beneficiari.

Dare loro gli strumenti per superare l’esame (che si chiama Bac) vuol dire fornirgli una possibilità in più di riscatto sociale. L’anno scorso su un totale di 15 alunni solo 2 hanno superato l’esame e ciò a causa sia dell’insufficiente preparazione data dalle lezioni regolari sia di oggettive difficoltà che gli studenti hanno per studiare (mancanza di luce nelle ore serali e scarsità di cibo). I 2 alunni che hanno superato l’esame avevano fatto lezioni pomeridiane gratutite con Giampierre, un ragazzo di 30 anni che vive a Maro molto preparato e soprattutto con un grande metodo. Ho deciso di investire parte dei fondi raccolti per pagare lezioni pomeridiane a 15 alunni della terminal e a 47 alunni della troisieme. Giampierre è stato affiancato da Magluar, uno dei due ragazzi che l’anno scorso hanno superato l’esame del Bac. Ai “neo-professori” è stato fornito tutto il materiale necessario per lavorare con professionalità (penne, quaderni, gesso, registro, libri) mentre agli alunni sono state fornite (dopo loro richiesta) delle lampade ad olio, per avere la luce necessaria a studiare quando cala la sera, e razioni di arachidi necessarie per donare un pò di forza al corpo ed al cervello per ottimizzare le lezioni.

Giampierre è rimasto molto soddisfatto dell’andamento delle lezioni ed è fiducioso per il superamento dell’esame da parte di gran parte degli studenti. Quattro giorni prima del Bac Giampierre e i 15 candidati andranno nella città dove si svolgerà l’esame (Sahr) per raggiungere la giusta concentrazione prima di questa difficile prova. Il soggiorno a Sahr è stato finanziato da Africa Concern mentre con i fondi del “progetto Diego” sono state pagate le badanti alle persone che, non avendo più alcun familiare, non avevano a chi lasciare i bambini per i giorni dell’esame.

Il costo totale del progetto educazione è stato di 352.000 FCFA (537 €).

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Altri obiettivi

Sono fermamente convinto che il “Progetto Diego” è stato solo il primo di una serie di tanti micro-progetti mirati alla soluzione di problemi concreti di queste persone. Con il vostro aiuto siamo riusciti ad ottenere ben tre successi e le persone del campo di Yaroungou sono rimaste davvero molto contente. I rifugiati dovrebbero rimpatriare nel giro di altri sei o sette mesi visto che la situazione politica in RCA è più tranquilla.

Io, però, non vorrei abbandonare i Tchiadiani di Maro, questo popolo che mi ha accolto con grande affetto e che mi chiede una opportunità. Poichè il costo totale dei tre progetti che sono stati realizzati per i rifugiati, è risultato lievemente inferiore al montante che avevo a disposizione, ho pensato di utilizzare la cifra rimanente, circa 400 €, per realizzare un “esperimento” finanziando prestiti per piccoli investimenti secondo la filosofia del MICRO-CREDITO.

Dando, per esempio, la possibilità ad un contadino di accedere ad un prestito per comprarsi due buoi e passare così dall’aratura manuale a quella per mezzo di animali, questi potrà affittare ad altri contadini i suoi buoi potendo così restituire la cifra che sarà maggiorata di un interesse minimo.

Va da sé che, qualora l’esperimento dovesse riuscire, i soldi recuperati saranno riutilizzati per un altro prestito, in caso contrario non sarà chiesto nulla al contadino.

Per ora nel villaggio di Marò le richieste di prestito che mi sono state fatte riguardano: l’apertura di un piccolo ristorante (2300€), di una officina per la riparazione di biciclette (200€) e l’acquisto di animali (80 € a bue).

Foto dei Pozzi
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 29 marzo 2007 )
 
 
 
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