Attraverso numerose fonti di informazioni abbiamo cercato di fornire un quadro generale della situazione urbana della città di Goma e delle zone limitrofe. Il lavoro di ricerca è particolarmente difficile sia a causa delle precarie situazioni di sicurezza in cui si trova la regione, sia a causa della quasi totale inesistenza di lavori cartografici sulla zona. A tale proposito si riportano brevemente le fonti e i contatti che hanno reso possibile quest' analisi.
OCHA agenzia per l'informazione sulla sicurezza della MONUC ( la missione ONU in R.D. Congo). L'attività di informazione viene svolta tramite riunioni settimanali nelle quali si forniscono informazioni sullo stato di sicurezza della regione del Nord Kivu, sulle operazioni effettuate sul territorio e sullo stato dei progetti di coordinamento delle varie organizzazioni presenti sul campo. Le informazioni forniteci dall' OCHA sono in parte mappe e cartografie della zona di Goma e di tutto il Nord Kivu insieme a dati relativi alla popolazione, tassi di mortalità infantile, indici sulla situazione ambientale e sanitaria.
Centro Ngangi. Il centro Ngangi ci ha fornito una vecchia cartografia realizzata su un preesistente lavoro fatto dalla colonia Belga che è servita per avere una visione precisa della situazione urbana prima dell'eruzione del 2002.
Immagini satellitari SRTM. Il sito della Nasa sul progetto SRTM mostra numerose immagini della zona prima e dopo l'eruzione. Alcune di queste sono servite per incrociare i dati riguardanti il percorso della lava attraverso il nucleo urbano.
Immagini satellitari Landsat ETM+ pre-elaborate dall' USGS e acquistate tramite l'università del Michigan.
La prima mappa mostra la situazione urbana dopo l'eruzione del 2002, la seconda la distribuzione del servizio idrico in città e la terza la distribuzione dell'energia elettrica. Le informazioni riportate nella carta sono divise per “aree di priorità”, è ben visibile come la concentrazione di servizi è maggiore nelle zone dove sono presenti la maggior parte delle organizzazioni umanitarie e nel quartiere a ridosso del lago Kivu, il più ricco della città. Le carte sono state realizzate inoltre, a causa della penuria di informazioni reperibili da autorità locali, tramite una ricerca fatta strada per strada e tramite l'aiuto e il supporto del personale del centro Ngangi.
Applicazioni GIS nell'area di Goma
La disponibilità di dati che abbiamo a disposizione è assolutamente insufficiente per analizzare in maniera approfondita le problematiche dell'area di Goma che abbiamo riscontrato durante il sopralluogo. Sarebbero necessarie, come già detto in precedenza, immagini SAR per possibili studi di interferometria, altre immagini Landsat per uno studio di “Change Detection”, o immagini ottiche ad alta definizione come quelle acquisite dal sensore ICONOS. Tuttavia di seguito è presentato un esempio che mette in evidenza come, anche con la scarsità dei dati e delle risorse a disposizione, è possibile ottenere dei risultati praticamente a costo zero. L'esempio che segue tratta dell'individuazione di una zona adatta per la costruzione di case da affidare ai sinistrati dell'eruzione del 2002. La costruzione delle case e l'assegnazione sono gestite dal centro Don Bosco Ngangi. Il progetto prevede la costruzione di 200 case in legno e lamiera con una base di cemento della grandezza di circa 10mX5m. Per l'individuazione di un sito idoneo abbiamo scelto quattro criteri che sono riportati in tabella. Ovviamente data la scarsità di dati in nostro possesso lo studio è puramente esemplificativo e può essere modificato e migliorato qualora si sia in possesso di dati più precisi sulla popolazione e sull'urbanistica di Goma.
Questi quattro criteri dovrebbero garantire alle case da costruire la sicurezza nel caso di una futura eruzione, perché molto lontane dalle fratture vulcaniche, ed inoltre dovrebbero garantire un facile accesso alle vie di fuga dalla città. Infatti come descritto in precedenza vi sono solo 3 o 4 strade asfaltate in città che sono le uniche praticabili per un' evacuazione in caso di eruzione, come già successo nel 2002. I criteri scelti tengono conto anche della vicinanza all'acqua potabile e della dovuta distanza dal lago Kivu. Non esistendo una rete fognaria, i liquami vengono scaricati direttamente nel terreno che, essendo di lava porosa li filtra durante il tragitto fino al lago. Uno scarico troppo vicino al lago rischierebbe di rendere inutile quest'azione di filtraggio rendendo la popolazione esposta al rischio di epidemie. Si ricorda che l'acqua che le persone bevono proviene esclusivamente dal lago Kivu.
Le fratture vulcaniche
Le eruzioni del Nyragongo negli ultimi 50 anni sono state causate da più spaccature che partono dal lago Kivu ed arrivano fino al cratere risalendo il fianco sud orientale del vulcano. Anche l'ultima eruzione, come abbiamo avuto modo di constatare in loco, ha avuto origine da una fenditura apertasi in prossimità di queste fratture. Jacques Duriex, direttore dell' osservatorio OVG di Goma è convinto che la prossima eruzione avverrà nella zona della frattura più vicina al lago, proprio sotto la città di Goma. La mappa geologica fornitaci dall' OVG ci ha consentito di identificare la posizione delle due fratture presenti in prossimità della città.
Le due fratture, ben visibili nella figura precedente, sono alla causa dei flussi di lava dell'eruzione del 2002, come dimostrato dall'immagine seguente.
L'immagine Landsat, nelle bande 5-4-1=RGB, mostra la concomitanza delle fratture con i luoghi da dove è uscita la lava nel gennaio 2002.
Le fratture sono costantemente monitorate dal OVG. I vulcanologi effettuano misurazioni sugli spostamenti che interessano le faglie per cercare di prevedere il comportamento del vulcano.
Individuazione della zona adatta per la costruzione delle case
Utilizzando il GRASS abbiamo realizzato un “buffer” avvalendoci dei criteri prima descritti. Con GRASS è possibile creare separatamente più buffer e comporli tra loro in maniera molto dinamica. Utilizzando la mappa geologica di cui sopra, abbiamo potuto inserire un ulteriore livello vettoriale alle mappe già create per la situazione idrica e quella elettrica. Il nuovo dato vettoriale rappresenta in modo schematico il percorso delle fratture. Per gli altri criteri è bastato applicare un buffer al vettoriale delle strade, delle tubature e della costa che si affaccia sul lago Kivu. I singoli risultati sono riportati qui in basso.
In alto in rosso sono evidenziate le zone che rispettano i criteri stabiliti, mentre in blu tutte le zone in cui i criteri non sono verificati. Sommando i valori delle mappe raster ottenute, 0 per le zone blu e 1 per le zone rosse, si ottiene una zona in cui tutti e quattro i criteri sono contemporaneamente verificati a cui è assegnata il valore numerico 4. Di conseguenza abbiamo la zona in cui sarebbe più adatto costruire le case del centro Ngangi.
Il risultato ottenuto applicando contemporaneamente tutti i quattro criteri è il seguente.
Le zone in rosso ricadono nella parte occidentale di Goma, che, come già evidenziato nell'analisi precedente è stata la meno colpita durante l'eruzione del 2002. I quartieri interessati dallo studio sono zone quasi totalmente non urbanizzate e perciò adatte alla costruzione di nuove case. Ciò è molto chiaro dalla mappa in fig. 76 in cui si vede chiaramente che il nucleo realmente urbano della città è la zona sud orientale. Le zone individuate dalla sovrapposizione dei criteri sono zone semi-agricole, popolate da baracche e piccoli orti familiari. Naturalmente un'analisi più approfondita dell'urbanistica della città potrebbe dare risultati più precisi.